Bali: quando andare, dove soggiornare e regole d’ingresso 2026

Il tempio Pura Ulun Danu Bratan sul lago a Bali

Bali è una delle isole più famose del mondo, e il suo fascino resiste nonostante la crescita del turismo: templi induisti affacciati sull’oceano, risaie terrazzate, vulcani, cascate nella giungla, spiagge per il surf e un’atmosfera spirituale che si respira in ogni villaggio. Per godersela davvero, però, conviene scegliere il periodo giusto, la zona dove soggiornare e conoscere le regole d’ingresso, che negli ultimi anni sono cambiate più volte con l’introduzione della tassa turistica e del nuovo modulo d’arrivo indonesiano. In questa guida su Bali: quando andare trovi il clima mese per mese, le zone dell’isola da scegliere in base al tipo di vacanza, le esperienze da non perdere e tutte le informazioni pratiche aggiornate al 2026.

Quando andare a Bali

Bali ha un clima tropicale con due stagioni principali. La stagione secca, da aprile a ottobre, è il periodo migliore: le giornate sono soleggiate, l’umidità è più bassa e il mare è ideale per immersioni, snorkeling e surf sulla costa occidentale. Luglio e agosto, però, sono anche i mesi più affollati e cari, perché coincidono con le vacanze europee e australiane; maggio, giugno e settembre offrono un ottimo equilibrio tra clima e prezzi. La stagione delle piogge, da novembre a marzo, porta acquazzoni intensi ma spesso concentrati nel pomeriggio o di notte, alternati a ore di sole: è il periodo più verde e meno costoso, adatto a chi non teme qualche temporale, anche se il mare può essere più mosso e alcune escursioni meno piacevoli. Un momento particolare è il Nyepi, il capodanno balinese, che cade tra marzo e aprile: per 24 ore l’intera isola si ferma, aeroporto compreso, e ai turisti è chiesto di restare in hotel in silenzio, un’esperienza unica da conoscere in anticipo.

Dove soggiornare: le zone dell’isola

La scelta della zona fa una grande differenza sul tipo di vacanza. Ubud, nel cuore dell’isola, è il centro culturale e spirituale di Bali: qui si trovano le risaie di Tegallalang, la foresta delle scimmie, il palazzo reale, laboratori di artigianato, corsi di yoga e spettacoli di danza tradizionale. È ideale per chi cerca natura e cultura più che spiaggia. Il sud, con Seminyak e Canggu, è la zona della vita notturna, dei beach club, dei ristoranti alla moda e del surf, mentre Uluwatu, sulla penisola di Bukit, offre scogliere spettacolari, spiagge nascoste e il tempio a picco sull’oceano dove al tramonto si assiste alla danza kecak. Chi cerca tranquillità e un mare più calmo può scegliere Sanur o Nusa Dua, con resort e spiagge riparate dalla barriera corallina, ideali per le famiglie. Il nord e l’est, con Amed e Lovina, sono meno turistici e perfetti per snorkeling e immersioni, mentre le isole vicine di Nusa Penida e Nusa Lembongan, raggiungibili in barca veloce, regalano panorami da cartolina e incontri con le mante.

Cosa fare a Bali

Tra le esperienze imperdibili c’è la visita ai grandi templi: Tanah Lot, costruito su uno scoglio nell’oceano, Pura Ulun Danu Bratan, sul lago tra le montagne, e Pura Lempuyang, con la celebre porta del cielo affacciata sul vulcano Agung, dove però le code per la foto possono durare ore. Gli amanti del trekking possono salire all’alba sul monte Batur, un vulcano attivo, per vedere il sole sorgere sopra la caldera, mentre le cascate di Tegenungan, Tukad Cepung e Sekumpul offrono bagni rinfrescanti nella giungla. Le risaie di Jatiluwih, patrimonio dell’umanità, sono meno affollate di quelle di Tegallalang e permettono passeggiate tra i terrazzamenti irrigati con il sistema tradizionale subak. Da provare anche la cucina balinese, con il babi guling, il maialino arrosto, il nasi campur e il bebek betutu, l’anatra speziata cotta lentamente, e i massaggi balinesi, economici e diffusi in tutta l’isola. Nei templi bisogna indossare un sarong e coprire spalle e ginocchia, rispettando le offerte di fiori e incenso che si trovano ovunque, anche sui marciapiedi.

Documenti, tasse e consigli pratici

Per entrare in Indonesia i cittadini italiani devono avere un passaporto valido almeno sei mesi e ottenere il visto all’arrivo, che si può richiedere online prima della partenza come e-VOA sul portale ufficiale dell’immigrazione indonesiana: costa 500.000 rupie, consente un soggiorno di 30 giorni ed è prorogabile una volta per altri 30. Le autorità hanno annunciato un aumento della tariffa, ancora senza una data di entrata in vigore, quindi conviene verificare l’importo prima di pagare. Dal 1° ottobre 2025 è obbligatorio compilare online, nei tre giorni precedenti l’arrivo, l’All Indonesia arrival card, il modulo gratuito che riunisce le dichiarazioni di immigrazione, dogana e salute e genera un codice QR da mostrare ai controlli. A questo si aggiunge la tassa turistica di Bali, pari a 150.000 rupie a persona, da pagare una sola volta per viaggio sul portale ufficiale Love Bali o ai banchi in aeroporto. Per muoversi sull’isola, le distanze sono brevi ma il traffico è intenso: noleggiare un’auto con autista per le escursioni giornaliere è economico e molto più comodo che guidare in proprio. Chi vuole combinare Bali con un’altra meta asiatica può valutare le Filippine o la Thailandia, ben collegate con voli regionali.

Per il budget, Bali resta una meta conveniente: con poche decine di euro a notte si trovano guesthouse e piccole ville con piscina, mentre i warung, le trattorie locali, servono piatti abbondanti a prezzi molto bassi. Molti viaggiatori arrivano con uno scalo a Singapore, che può diventare una sosta di qualche giorno, oppure combinano l’isola con un itinerario nel Vietnam o nello Sri Lanka, approfittando dei voli regionali low cost.

Domande frequenti su quando andare a Bali

Qual è il periodo migliore per andare a Bali?

La stagione secca, da aprile a ottobre; maggio, giugno e settembre offrono il miglior equilibrio tra clima e prezzi.

Quanto costa la tassa turistica di Bali?

150.000 rupie a persona, da pagare una volta per viaggio sul portale Love Bali o in aeroporto.

Serve il visto per Bali?

Sì, il visto all’arrivo, richiedibile online come e-VOA al costo di 500.000 rupie per 30 giorni, prorogabile di altri 30.

Conclusione

Bali sa ancora regalare emozioni autentiche, a patto di scegliere bene il periodo e la zona. Organizza i documenti online prima di partire, alterna le spiagge del sud alla cultura di Ubud e ai paesaggi del nord, e lasciati conquistare dalla gentilezza dei balinesi e dalla bellezza dei loro templi: capirai perché l’isola degli dei continua a stregare viaggiatori da tutto il mondo.