Singapore è una delle città più affascinanti dell’Asia: una metropoli futuristica e verdissima, pulita ed efficiente, dove grattacieli di vetro convivono con templi cinesi, moschee, quartieri coloniali e mercati di cibo di strada tra i migliori del mondo. È anche uno degli scali più usati per raggiungere il Sud-est asiatico, l’Australia e la Nuova Zelanda, e per questo tanti viaggiatori italiani scelgono di fermarsi qualche giorno lungo il tragitto. Tre giorni sono la durata ideale per vedere il meglio della città senza fretta. In questa guida su Singapore in 3 giorni trovi un itinerario giorno per giorno, i consigli per risparmiare in una città considerata cara, le informazioni sullo scalo a Changi e le regole d’ingresso per i cittadini italiani.
Giorno 1: Marina Bay e i Gardens by the Bay
Il primo giorno è dedicato al volto più spettacolare di Singapore. Si parte dal lungomare di Marina Bay, con il Merlion, la statua metà leone e metà pesce simbolo della città, e la vista sull’iconico Marina Bay Sands, l’hotel formato da tre torri unite da una piattaforma a forma di nave, con un osservatorio panoramico aperto anche a chi non vi soggiorna. A pochi passi si trovano i Gardens by the Bay, un parco avveniristico dove i Supertree, alberi artificiali alti fino a 50 metri ricoperti di piante, ospitano una passerella sospesa. Le due grandi serre climatizzate, il Flower Dome e la Cloud Forest, con una cascata interna di oltre 30 metri, meritano almeno un paio d’ore. La sera, i Supertree si accendono con lo spettacolo di luci e musica Garden Rhapsody, gratuito, mentre sulla baia va in scena Spectra, lo show di luci e acqua davanti al Marina Bay Sands. La cena perfetta è in un hawker centre, come il vicino Satay by the Bay o il Lau Pa Sat, dove si mangiano spiedini di satay, laksa e chili crab a prezzi contenuti.
Giorno 2: Chinatown, Little India e Kampong Glam
Il secondo giorno si esplorano i quartieri storici, che raccontano l’anima multiculturale di Singapore. A Chinatown si visitano il tempio della Reliquia del Dente del Buddha, il tempio induista di Sri Mariamman e il Maxwell Food Centre, famoso per il pollo con riso hainanese, il piatto nazionale. Poco lontano, il Chinatown Complex Food Centre ospita alcune bancarelle premiate con riconoscimenti gastronomici internazionali, dove si mangia con pochi dollari. Nel pomeriggio ci si sposta a Little India, un’esplosione di colori, profumi di spezie, negozi di sari e ghirlande di fiori, con il tempio di Sri Veeramakaliamman e il Tekka Centre. La giornata si chiude a Kampong Glam, lo storico quartiere malese e arabo, dove la cupola dorata della moschea del Sultano domina Arab Street e Haji Lane, una stradina piena di murales, boutique indipendenti e locali. Chi ama i musei può inserire la National Gallery, ospitata negli ex edifici della Corte suprema e del municipio, con una delle collezioni d’arte del Sud-est asiatico più importanti al mondo.
Giorno 3: Sentosa, il Giardino Botanico o lo zoo
Il terzo giorno si può scegliere in base agli interessi. Sentosa, l’isola dei divertimenti collegata alla città da una funivia e da una monorotaia, offre spiagge artificiali, gli Universal Studios, l’acquario e numerose attrazioni per famiglie. Chi preferisce la natura può visitare il Giardino Botanico, patrimonio dell’umanità e gratuito, con il National Orchid Garden che ospita migliaia di varietà di orchidee, oppure percorrere i sentieri sospesi del Southern Ridges e il ponte Henderson Waves. Lo zoo di Singapore, insieme al Night Safari, è considerato uno dei migliori al mondo per gli spazi aperti e l’attenzione al benessere degli animali. La sera si può tornare lungo il fiume Singapore, a Clarke Quay e Boat Quay, tra ristoranti e locali, o salire su un rooftop bar per un ultimo sguardo sullo skyline illuminato.
Lo scalo a Changi e le regole d’ingresso
L’aeroporto di Changi è un’attrazione a sé, con giardini, piscine, cinema e il Jewel, un complesso a forma di cupola di vetro con la cascata interna più alta del mondo, accessibile anche senza volo. Per chi ha uno scalo tra 5,5 e 24 ore, l’aeroporto organizza il Free Singapore Tour, un giro gratuito della città di due ore e mezza, a patto che il bagaglio sia registrato fino alla destinazione finale e che si rispettino gli orari dei voli. I cittadini italiani possono entrare a Singapore senza visto per soggiorni turistici, con un passaporto valido almeno sei mesi, ma devono compilare online la SG Arrival Card, gratuita, nei tre giorni precedenti l’arrivo, esclusivamente sul sito ufficiale dell’immigrazione. Singapore ha regole severe: è vietato importare gomme da masticare, mangiare e bere sulla metropolitana e gettare rifiuti per strada, con multe salate. Per risparmiare, si mangia negli hawker centre, ci si muove con la metropolitana pagando con la carta contactless e si approfitta delle tante attrazioni gratuite. Singapore è uno scalo ideale per chi prosegue verso Bali, le Filippine o l’Australia.
Il clima di Singapore è equatoriale, caldo e umido tutto l’anno, con temperature tra i 25 e i 32 gradi e acquazzoni improvvisi ma brevi. I mesi un po’ più asciutti vanno da febbraio ad aprile, mentre tra novembre e gennaio piove di più per effetto del monsone di nord-est; in ogni caso la città è pensata per il caldo, con passaggi coperti, centri commerciali climatizzati e trasporti efficienti. Chi prosegue verso il Sud-est asiatico può collegare Singapore al Vietnam o allo Sri Lanka con voli di poche ore.
Domande frequenti su Singapore in 3 giorni
Serve il visto per Singapore?
No, per i cittadini italiani non serve per turismo, ma bisogna compilare online la SG Arrival Card gratuita prima dell’arrivo.
Tre giorni bastano per Singapore?
Sì, permettono di vedere Marina Bay, i Gardens by the Bay, i quartieri storici e una tra Sentosa, il Giardino Botanico e lo zoo.
Come si mangia spendendo poco?
Negli hawker centre, i mercati di cibo di strada, dove un piatto costa pochi dollari di Singapore.
Conclusione
Singapore in 3 giorni è la sosta perfetta lungo un viaggio in Asia o in Oceania, ma anche una meta che merita un viaggio a sé. Tra architetture futuristiche, giardini, quartieri multiculturali e una cucina di strada straordinaria, la città-Stato sa sorprendere a ogni angolo: organizza le giornate per zone, mangia dove mangiano i locali e lasciati conquistare dallo skyline illuminato di Marina Bay.



