Il Giappone è da anni in cima alla lista dei sogni di viaggio di molti italiani, e il numero di visitatori continua a crescere: templi millenari e grattacieli futuristici, giardini zen e quartieri pieni di luci, una cucina tra le più raffinate del mondo e un’organizzazione impeccabile che rende il viaggio sorprendentemente semplice anche per chi non parla la lingua. Proprio la crescita del turismo, però, ha spinto il Paese a introdurre nel 2026 diverse novità che incidono sul budget, dalla tassa di partenza alle nuove tasse di soggiorno, fino al rincaro del Japan Rail Pass. In questa guida al viaggio in Giappone trovi tutto quello che serve per organizzare il primo viaggio: quando partire, quale itinerario seguire, quali documenti servono e quanto mettere in conto.
Quando andare in Giappone
Il Giappone si può visitare tutto l’anno, ma ogni stagione ha un carattere molto diverso. La primavera, con la fioritura dei ciliegi che a Tokyo e Kyoto si concentra in genere tra fine marzo e inizio aprile, è il periodo più famoso e anche il più affollato e caro: hotel e treni vanno prenotati con largo anticipo. L’autunno, da ottobre a fine novembre, è considerato da molti il momento migliore, con temperature piacevoli e i colori spettacolari degli aceri, il cosiddetto momiji, che trasformano templi e giardini. L’estate è calda e molto umida, con la stagione delle piogge a giugno e il rischio di tifoni tra agosto e settembre, ma offre festival tradizionali e fuochi d’artificio. L’inverno, infine, è freddo ma secco e spesso soleggiato a Tokyo e Kyoto, con meno turisti, prezzi più bassi e la possibilità di unire la visita delle città alla neve dell’Hokkaido o delle Alpi giapponesi.
Itinerario per il primo viaggio: Tokyo, Kyoto, Osaka
Per un primo viaggio di due settimane l’itinerario classico unisce le tre grandi città, collegate dallo Shinkansen, il treno ad alta velocità. Tokyo merita almeno quattro o cinque giorni: dal tempio Senso-ji di Asakusa al santuario Meiji immerso nel bosco, dall’incrocio di Shibuya ai negozi di Harajuku, dai mercati del pesce di Tsukiji alle luci di Shinjuku, fino ai panorami dalle torri e dai grattacieli. Da Tokyo si possono fare escursioni in giornata a Nikko, con i suoi santuari patrimonio Unesco, a Kamakura, con il Grande Buddha, o nella zona del Monte Fuji, che nelle giornate limpide regala viste indimenticabili.
Kyoto, l’antica capitale imperiale, richiede almeno tre giorni per i suoi templi e santuari: il Fushimi Inari con le migliaia di torii arancioni, il Padiglione d’Oro del Kinkaku-ji, il tempio Kiyomizu-dera, il quartiere delle geishe di Gion e il bosco di bambù di Arashiyama. Conviene visitare le attrazioni più famose al mattino presto per evitare la folla. A breve distanza si trovano Nara, con il grande Buddha del Todai-ji e i cervi liberi nel parco, e Osaka, la capitale gastronomica del Paese, famosa per lo street food del quartiere di Dotonbori. Chi ha qualche giorno in più può aggiungere Hiroshima, con il Parco della Pace e l’isola di Miyajima, oppure il castello di Himeji, uno dei più belli del Giappone.
Documenti, nuove tasse e costi del viaggio
Per turismo i cittadini italiani non hanno bisogno di visto per soggiorni brevi: basta il passaporto valido per tutta la durata del viaggio. Il Giappone ha però annunciato l’introduzione di un sistema di autorizzazione elettronica preventiva, il JESTA, simile all’ESTA americano, prevista entro il 2028: conviene quindi verificare sempre le regole aggiornate sul sito della Farnesina prima di partire. Tra le novità già in vigore c’è l’aumento della tassa di partenza, che da luglio 2026 è passata da 1.000 a 3.000 yen per persona, circa 16 euro, ed è applicata a tutti i viaggiatori dai due anni in su che lasciano il Paese in aereo o via mare, in genere inclusa nel prezzo del biglietto aereo. Diverse città hanno inoltre introdotto o aumentato le tasse di soggiorno: a Kyoto, dal 1° marzo 2026, l’imposta varia da 200 yen a notte per gli alloggi più economici fino a 10.000 yen o più per gli hotel di lusso, e nuove tasse sono state introdotte anche in Hokkaido, a Sapporo e a Hiroshima.
Anche il Japan Rail Pass, il pass ferroviario per turisti, è diventato più caro: dal 1° ottobre 2026 la versione di 7 giorni in carrozza ordinaria costa 53.000 yen, circa 283 euro, mentre quella di 21 giorni costa 105.000 yen. Prima di acquistarlo conviene fare due conti: per un itinerario classico Tokyo-Kyoto-Osaka con ritorno, a volte i biglietti singoli dello Shinkansen o i pass regionali risultano più convenienti. Per il resto, il Giappone può essere meno caro di quanto si pensi: si mangia bene e a prezzi contenuti nei ristoranti di ramen, nelle catene di udon e soba e nei konbini, i minimarket aperti ventiquattro ore su ventiquattro, mentre gli alloggi spaziano dagli hotel business economici ai ryokan tradizionali. Per tenere sotto controllo le altre spese del viaggio, a partire dal volo, trovi tutte le strategie nella nostra guida su come risparmiare sui viaggi, mentre per scegliere il periodo in base alle ferie disponibili c’è il calendario dei ponti 2027.
Domande frequenti sul viaggio in Giappone
Serve il visto per andare in Giappone?
No, per turismo e soggiorni brevi i cittadini italiani non hanno bisogno di visto. È prevista entro il 2028 l’introduzione dell’autorizzazione elettronica JESTA.
Quanto costa la tassa di partenza dal Giappone?
Da luglio 2026 è di 3.000 yen a persona, circa 16 euro, ed è di solito inclusa nel prezzo del biglietto aereo.
Qual è il periodo migliore per andare in Giappone?
Primavera e autunno sono i periodi più piacevoli: la fioritura dei ciliegi a fine marzo-inizio aprile e il foliage tra ottobre e novembre.
Conclusione
Un viaggio in Giappone è un’esperienza che resta impressa per sempre, e con una buona organizzazione è più semplice di quanto si immagini. Scegli la stagione in base ai tuoi interessi, costruisci l’itinerario attorno a Tokyo, Kyoto e Osaka e tieni conto delle nuove tasse e dei rincari del 2026 nel preventivo. Prenota con anticipo, soprattutto in primavera e in autunno, e preparati a scoprire un Paese che sa unire come nessun altro tradizione e modernità.



